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Lug 21

Circle

“Circle” è un progetto di manipolazione digitale che esplora il tema del viaggio e del ricordo.

Chi parte tende a cogliere gli stimoli per lui più significativi dei luoghi visitati e al suo ritorno porta con sè narrazioni che inevitabilmente raccontano quei luoghi nei termini in cui lui stesso li ha vissuti in termini emotivi.

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi” diceva Proust. Con quei nuovi occhi il viaggiatore può catturare immagini, visioni, prospettive, colori ma anche, e soprattutto, può incamerare sensazioni, sentimenti, profumi, emozioni. Tutto ciò si fissa rapidamente nella mente del viaggiatore creando un racconto ordinato e preciso dell’esperienza di viaggio e delle sue peculiarità.

Poi il viaggio finisce. Si torna a casa e si rientra nella vita di tutti i giorni. Il ritorno, come una ricongiunzione circolare al punto di partenza. E quelle immagini, quei colori, quelle visioni così forti e nitide iniziano lentamente ma inesorabilmente a perdere colore, forma e definizione. Passano i mesi, gli anni e di quelle esperienze di viaggio rimane solo un flebile ricordo sbiadito dal tempo e dalla vita.

Ma cosa succede quando il tempo passa e affievolisce tale ricordo? Quando le immagini nitide di ciò che abbiamo visto si iniziano a mescolare e confondersi, diventando sempre meno chiare e definite?

Circle è un progetto che esplora visivamente proprio questa dimensione eterea dove i ricordi dei viaggi continuano a vivere in una forma destrutturata e nebulosa. Esiste un luogo, sfocato e indefinibile, dentro ognuno di noi, in cui i ricordi dei viaggi si affievoliscono, si ammasano, si mescolano. Le forme, i colori, i profumi, i volti, le parole, tutto finisce caoticamente nel vortice della memoria perduta e viene frullato dal tempo e dal continuo mutare dell’esistenza. Quello che rimane sono circoli confusi di flashback mnemonici che illuminano i nostri pensieri ogni qual volta la nostra mente cerca di ritornare al ricordo di un viaggio.

Con “Circle” ho cercato di visualizzare i ricordi delle città visitate nella mia vita (Parigi, New York, Istanbul, Las Vegas, Roma, Milano, Phoenix, Bangkok, etc), partendo proprio dalle foto scattate durante tali viaggi. Quelle foto sono state mescolate, deformate, filtrate fino a trasformarle appunto in vortici visivi di memoria. Non più luoghi ma sensazioni. Non più forme ma istanti. Non più colori ma flash di qualcosa che ricorda ma non è.

Circle è quindi un flusso di coscienza circolare che riporta alla mente senza raccontare.

 

 

 

 

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